Radici e vettori

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Claudia Mosca Risi, la mamma più dolce del mondo, testimone e garante che il senso del Cosmo è solo lì: nel profondo della dolcezza.

Claudio, quando avevo 12 anni mi regalò Siddharta risvegliando il demone che mi possiede.

Dino Risi mi generò la passione per l'esegesi analizzandio per me, con la sapienza del manipolatore qual è ogni narratore, in un  pomeriggio indimenticabile, le tavole del Dorè.

Marco "marcante" Risi: 'risi 'nel senso che non bisogna mai prendersi troppo sul serio.

    Quando la vita è ascendente,  felicità e istinto sono la stessa   cosa.

F. Nietzsche

2006, in salita verso il passo dello Stelvio in tenuta di ordinanza: bici e maglia Colli,  filosofo nelle mie ossa.

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Autoritratto

ovvero c'è sempre una donna di mezzo!

Autoritratto scritto in risposta ad un amico - Marco, il marcante - che mi conosce fin da bambino e che, avendo ricevuto il mio libro, mi chiede spudoratamente: "ma allora sei un filosofo?"

 

Caro Marco,

uhmm, la filosofia non è “amore per la sapienza” ma ha radice, come mostra Aristotele, nella parola greca ‘thauma’ che significa meraviglia (di essere al mondo) ma anche, e meglio, spavento, terrore, paura del dolore e della morte, interno al mondo e propria della vita.

La filosofia è la volontà di guardare la verità delle cose perché il rimedio contro la morte e il dolore sia un vero rimedio e non una favola, un mito.

Filosofia come ‘amore per la sapienza’ è traduzione molto debole, dolciastra. ‘Sophia’ viene da ‘saphès’ che vuol dire chiaro, luminoso, che sta in luce, ciò che si mostra ed è incontrovertibile.
‘Theoria’ in greco significa ‘festa’ cioè contemplazione della capacità di salvarsi dal dolore, ovvero capacità di contemplare ciò che è in luce senza rimanere abbagliati.

Tutto ciò premesso, direi che io non produco ‘theoria’ alcuna perché non credo che sia necessario salvarsi dalla morte e dal dolore. Al contrario la salvezza è nel dolore e nella morte: non c’è affatto da temerli. Se la nostra vita fosse un edificio, il primo sarebbe cemento e, il secondo, il tetto. Il poeta americano Wallace Stevens ha scritto, non a caso, che “La morte è il trionfo della bellezza.”

Non sono un filosofo perché ho avuto un solo ed unico pensiero in tutta la mia vita: l'astratto è il nome laico del Divino.

Tout est là dicono i francesi ma, a ben vedere, è anche la mia tutela.

Non sono un filosofo non solo perché non ho costruito alcuno edificio teorico, compatto, coerente ed autosostenuto (evitando così di rinchiudermi in un ‘qualcosa’), ma più precisamente perché non sono investito da alcuna sorpresa: l’esistenza del Cosmo non mi fa alcuna meraviglia: è una pura necessità, nemmeno tanto orgogliosa di essere necessaria.

Del Cosmo comprendo la ragione, il metodo con cui sono dislocati gli Dèi, i Mortali e financo le stelle. Sô calmo.

Cioè praticamente, come dice Peter Sellers in Casinò Royale “quando la Luce mi colpisce in un certo modo” si riesce a vedere un’aureola azzurrina attorno alla mia testa: è la parte apparente del campo energetico sapienzale che mi avvolge con carica perfettamente neutrale.

Forse ti ho già detto che cinque o sei anni fa sono andato a cena da Claudio ai Parioli e che sul tavolo del salotto c’era una copia di un libro, appena stampato, di Richard Gombrich, Il pensiero del Buddha.

Proprio lo stesso libro che avevo appena letto in treno. Ecco, possiamo considerare il Buddha come un esponente autorevole della mia tribù spirituale anche se, ogni tanto, cedendo ad un umanissimo desiderio di successo nazionalpopolare, le sue belle cazzate le ha sparate anche Lui.

Mi scuso per la verbosità ma sono diventato così profondo che … mi gira la testa e non riesco a rispondere con un monosillabo!

 

Forse l’immagine più emozionalmente reale di me l’ha generata Carolina dicendo: "sei uno sciamano!"                                      Un'intuizione occorsale dopo una rapida ed efficace terapia per la sua anima che le ho somministrato gratis senza neppure poterle toccare le tette, come facevo con le mie coetanee da adolescente: mannaggia allo scorrere del tempo!
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In realtà son tutte stronzate! La filosofia è stata l’unica cura per lenire il dolore prodotto dalla devastante invidia per tutte quelle bellissime donne (tra le più belle del mondo) che sono venute a letto con te. Questa è la verità! La verità è che c’è sempre una – o molte – donne di mezzo.